lunedì, ottobre 25, 2010

DALLA PARTE DELLA RIVOLTA DI TERZIGNO

La rivolta popolare di Terzigno contro la politica delle discariche ha il pieno e attivo sostegno del Partito comunista dei lavoratori. 

Per decenni le aziende del nord, la camorra, i comitati d’affari locali – protetti e rappresentati da tutti i governi e da tutte le giunte-  hanno usato le terre del Sud, ed in particolare della Campania, come discarica di rifiuti tossici.Facendo oltretutto della stessa “emergenza rifiuti” una nuova fonte di business, corruzione, malaffare. 

Ora un governo reazionario, ridicolizzato dal fallimento delle sue promesse, vorrebbe piegare con la forza militare la ribellione popolare alle discariche. Il PCL rivendica apertamente il diritto di autodifesa popolare e di massa contro l’aggressione poliziesca e le minacce del ministro Maroni ; impegna le proprie strutture territoriali in Campania a sostenere la resistenza popolare; chiede a tutte le sinistre politiche e sociali di mobilitarsi, non solo a parole, al fianco del popolo di Terzigno e Boscoreale.
Il fallimento dei governi in materia di rifiuti è strettamente legato al dominio degli interessi capitalistici. Gli ultimi 5 anni in Campania sono eloquenti. Prima il connubio Prodi- DeGennaro con l’appoggio di tutte le sinistre), poi quello Berlusconi- Bertolaso, hanno operato le stesse scelte di fondo: privatizzazione progressiva della raccolta dei rifiuti urbani, attraverso l’unificazione dei consorzi e l’accollamento dei loro debiti alle Province; conseguente smantellamento delle stesse basi di una reale raccolta differenziataminata parallelamente dal sistematico taglio dei fondi ai Comuni; rinuncia all’ utilizzo degli impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti, per servire il gruppo Impregilo, unicamente interessato agli incentivi pubblici per la combustione ( nociva e fallita) di rifiuti indifferenziati; aumento delle discariche per imboscare rifiuti non trattati, sottraendoli agli sguardi indiscreti, e gridando al “miracolo”. 

Questa operazione truffaldina ha incontrato sulla sua strada un inconveniente: la ribellione popolare. Quella che ora si vuole intimidire con polizia ed esercito.
La soluzione ecologica della questione rifiuti è inseparabile da una battaglia anticapitalistica mirata a riorganizzare l’economia e la società. Un piano di abbattimento verticale del volume dei rifiuti; di promozione capillare di una vera raccolta differenziata generalizzata; di utilizzo di rifiuti riciclabili; di recupero di energia da ciò che non si può riciclare; di combustione delle frazioni residue in impianti che non siano inceneritori, è perfettamente possibile da un punto di vista tecnologico. Ma richiede un controllo interamente pubblico del ciclo dei rifiuti; un investimento pubblico, sotto controllo popolare, pagato dai grandi profitti e dalle grandi rendite; l’esproprio senza indennizzo dei terreni delle discariche per procedere alla loro bonifica; una riorganizzazione ecologica della produzione: un progetto complessivamente incompatibile col dominio degli industriali e dei banchieri. Per questo solo un governo dei lavoratori, e una riorganizzazione socialista dell’economia, possono andare al fondo della questione rifiuti. Porre questa prospettiva nel movimento di resistenza alle discariche, e più in generale nel movimento operaio e ambientalista, è il compito del Partito Comunista dei Lavoratori

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