mercoledì, ottobre 06, 2010

DALLA PARTE DEGLI OPERAI DI TREVIGLIO E DI LIVORNO. CONTRO GLI INSULTI DI GOVERNO, INDUSTRIALI, CISL E PD. …E FUORI DAL BALBETTIO DELLE SINISTRE RIFORMISTE.

Gli operai della Same di Treviglio e i metalmeccanici livornesi hanno espresso, con un’azione di massa, una contestazione salutare della Confindustria e della Cisl. L’accusa di “squadrismo” rivolta da governo, industriali ,Cisl , PD , e purtroppo avallata dalla burocrazia Cgil, è semplicemente ignobile. Tanto più se viene da chi vuole privare la maggioranza dei lavoratori e la Fiom del diritto democratico elementare di decidere del proprio contratto e delle proprie condizioni di vita. La ribellione contro i soprusi e le provocazioni reazionarie appartiene alla storia migliore del movimento operaio italiano: dalla rivolta di massa contro il governo Tambroni alla contestazione della Uil a Piazza Statuto a Torino. I lavoratori della Same e di Livorno hanno semplicemente richiamato, con la propria azione, quella tradizione. E con ciò hanno dato a tutti i lavoratori un’indicazione esemplare. Solo una ribellione generale dei lavoratori può spezzare la morsa che si va stringendo attorno ai loro diritti. Per questo una generalizzazione degli esempi di Treviglio e Livorno avrebbe un effetto positivo sulla intera dinamica della lotta di classe.

Tanto più in questo quadro, appare desolante il posizionamento assunto sul caso dalle sinistre cosiddette “radicali”. Liberazione, pur respingendo le accuse di “squadrismo”, ha sentito il bisogno di precisare nel suo editoriale che “è certo meglio non farsi trascinare nelle provocazioni, per concentrasi invece sulla manifestazione del 16 Ottobre”. Il Manifesto ha denunciato “il brutto fuori programma” della manifestazione di Livorno “perché di tutto c’era bisogno fuorché di divisioni sindacali”. Incredibile. Ma la “divisione sindacale” non sta forse nel fatto che un sindacato minoritario, filopadronale e filogovernativo, ha espropriato la Fiom e i lavoratori dei propri diritti, pur di assecondare il nuovo corso di Marchionne? E perché contrapporre la manifestazione del 16 Ottobre alle azioni dirette dei lavoratori contro Cisl e Confindustria? La manifestazione del 16 ottobre deve diventare un volano di generalizzazione dell’azione di massa prolungata contro padronato e governo, oppure deve ridursi all’ennesimo fatto simbolico e dimostrativo?
In realtà le sinistre riformiste temono che un ingovernabilità del conflitto sociale possa turbare l’alleanza democratica col PD in vista delle elezioni. Il PCL invece porterà in piazza il 16 Ottobre una domanda di svolta radicale del movimento operaio, sulle tracce di Treviglio e di Livorno, in direzione di un’aperta rivolta sociale.

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