mercoledì, settembre 15, 2010

CON I PRECARI, CONTRO LA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA


 BASTA SPREMERE LA SCUOLA PER FARE CASSA!

A descrivere l’attacco frontale che la scuola pubblica sta subendo sarebbero sufficienti le nude cifre:

26.000 docenti e 15.000 lavoratori ATA per l’anno appena iniziato che andranno a sommarsi ai quasi 60.000 posti andati persi lo scorso anno e con quelli che saranno tagliati negli anni successivi.
Sappiamo bene infatti che le promesse della Gelmini di recupero parziale dei posti negli anni successivi sono promesse da marinaio.

Si scaricano i costi della crisi sulle classi popolari e si taglia con la scure a Sanità, Scuola Pubblica, Stato Sociale, mentre le cricche capitaliste ed ecclesiastiche rubano miliardo allo stato, mentre si buttano milioni di euro per finanziamenti militari, per guerre imperialiste o per ciclopiche opere pubblicamente inutili, mentre si regalano fondi alle scuole private. Oltre alle gravi carenze logistiche, la mancanza di sostegno alle famiglie in difficoltà per pagare le spese per gli studi, alla drastica riduzione del servizio scolastico e degli insegnanti di sostegno, oltre al taglio di servizi socialmente fondamentali come i corsi serali

Il Partito comunista dei lavoratori propone a tutta la sinistra politica e sindacale pisana di costruire una unità di azione tra insegnanti, studenti, precari e movimento dei lavoratori, per sostenere le lotte dei precari della scuola e per portare avanti questo programma di rivendicazioni:

1) blocco dei licenziamenti e l’assunzione di tutti i precari, contestuale all’ abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole private;

2) La cancellazione dei tagli incivili e barbari alla scuola pubblica e il sostegno alle famiglie in difficoltà a pagare gli studi contro il caro libri e il caro affitto;

3) Stabilire l’obiettivo del tetto massimo dei 20 alunni per classe in ogni ordine e grado di scuola contro l’aumento di numero di alunni per classe che avviene in danno della qualità dell’istruzione verso il singolo scolaro o studente, soprattutto per i figli delle classi più disagiate;

4) Continuare lo sforzo di organizzare e praticare la forme di azione diretta come l’occupazione di provveditorati e uffici scolastici provinciali o regionali. 

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