mercoledì, settembre 08, 2010

CHI SPECULA SULLA PAURA: COSA SONO E A CHI SERVONO I CIE

 
Venerdì sera circa 150 persone hanno partecipato all’incontro
“Chi specula sulla paura. Cosa sono e a chi servono i CIE”.

L’incontro è stato organizzato dal Cantiere Sociale Camilo
Cienfuegos in occasione dell’anniversario della liberazione di Campi
Bisenzio e nell’ambito della campagna ToscanaNoCie
(http://toscananocie.noblogs.org).

L’introduzione dei compagni del Cantiere ha ricordato la tragica
morte di Niang, operaio senegalese morto il 20 Agosto a Campi,
schiacciato dal muletto che stava guidando. Niang era un clandestino,
quindi “meritevole”di finire in un Cie semplicemente perché aveva
un permesso di soggiorno scaduto.

Niang in realtà è una delle tante vittime di un doppio
sfruttamento, in quanto operaio ed in quanto clandestino. Esercito di
riserva, manodopera ricattabile da chi pensa che dalla crisi si esce
riducendo i costi, rivedendo la 626, eliminando i diritti.

E’ intervenuto poi Alvise Benelli di Medici senza Frontiere che ha
raccontato quello che lui ed altri medici hanno visto nei Centri di
identificazione ed espulsione visitati durante la redazione di “Al
di la del muro. Viaggio nei centri per migranti in Italia".

Alvise ha descritto le condizioni disumane che vivono gli immigrati
rinchiusi nelle gabbie dei Cie, ne ha raccontato le mortificazioni, le
arbitrarietà quotidianiamente subite. Il tutto, poi, senza nessuna
ricaduta significativa sulla sicurezza, anzi spesso proprio questi
centri diventano delle fabbriche di criminalità per la promiscuità
che si crea tra ex detenuti (costretti a transitare dai centri per un
supplemento di pena di 6 mesi) e clandestini in transito nei centri.

Ovviamente neanche MSF ha delle cifre relative ai costi dei Cie,
visto l’indisponibilità del Ministero dell’Interno a fornire
questi dati.

Riguardo all’ipotesi di Cie umani “alla toscana” Alvise ha
dichiarato che la sola idea fa ridere. (vedi anche l’intervista a
Rolando Magnano di MSF rilasciata a Controradio:
http://www.controradio.it/popx.php?elemento=40830&banner=news )

E’ stato poi la volta di Demba Sene, compagno senegalese che
aderisce alla campagna ToscanoNocie Pisa. Demba ha sottolineato il
clima pesante che subisce chi scappa dalla fame in cerca di futuro,
facendo riferimento al decreto anti-borsoni in vigore a Pisa. Ha anche
sottolineato come la differenza tra clandestini e regolari sia una
distinzione temporanea, essendo il clandestino di oggi il possibile
regolare di domani e viceversa (come era successo a Niang).

Numerosi gli interventi finali e da registrare anche la nascita di un
comitato cittadino contro la costruzione di un Cie a Campi.

NO AI CIE

Fermiamoli in Toscana chiudiamoli ovunque.


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