martedì, settembre 28, 2010

BEPPE GRILLO, UN “RIVOLUZIONARIO” A PAROLE

A differenza di Nichi Vendola, che rimprovera a Grillo il rifiuto del Centrosinistra, noi gli muoviamo una critica opposta: quella di rifiutare una prospettiva anticapitalista, e di essere un “rivoluzionario” solo a parole. La sua pretesa di essere “né di destra né di sinistra, ma oltre”, lungi dall’essere originale, ripropone l’equivoco frasario di tanti movimenti populisti. Dove si colloca concretamente Grillo nello scontro che contrappone la Fiat e la Fiom?  Dov’è il suo Movimento nelle lotte quotidiane a difesa del lavoro e davanti ai cancelli delle fabbriche? Non si può essere “oltre” la lotta di classe: o si sta da una parte o si sta dall’altra. E non a parole. Ma soprattutto risulta evanescente l’idea di società che Grillo rivendica: come si concilia la sua “rivoluzione” con la  difesa del banchiere Profumo ( “il banchiere italiano più stimato in Europa”)? Non vorremmo che un rivoluzionario del mondo virtuale si rivelasse un difensore- seppur ecologista- del capitalismo reale. E che tanti elettori radicali della sinistra finissero con l’essere nuovamente ingannati.

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