martedì, aprile 06, 2010

IL MINISTRO GELMINI STRUMENTO DEL REVISIONISMO FASCISTA

LA GELMINI CANCELLA LA RESISTENZA
RIPRENDIAMOCELA!

E’ notizia degli ultimi giorni che la resistenza partigiana sia stata eliminata dai programmi ministeriali per l’ultimo anno di scuola superiore. Se interrogati nel merito, gli agenti ministeriali si difendono con l’argomentazione che, in quanto parte della seconda guerra mondiale, la resistenza verrà trattata come frazione di quell’area tematica.

LO SPORCO TRUCCO E’ PRESTO SVELATO.
SI VUOL CANCELLARE IL PESO STORICO DELLA RESISTENZA,
SI VUOLE RENDERLA QUALCOSA DI TRASCURABILE.

Azioni come questa rientrano in un preciso disegno che è volto a ripulire la faccia dei fascisti d’oggi, rivalutando i cosiddetti “fascisti buoni” di ieri (che non esistono), edulcorando ciò che sono stati il fascismo e la repubblica di Salò in Italia e cancellando dalla memoria degli italiani ciò che la resistenza partigiana e la militanza antifascista hanno rappresentato.
In un momento in cui sono le stesse istituzioni a rendere omaggio ai caduti repubblichini e a fare nei fatti ogni giorno revisionismo storico, non è mai il momento di chinare il capo o cedere il passo.
La depennazione della resistenza dall’elenco dei grandi macrotemi scolastici (in cui era stato inserito dall’allora ministro Iervolino) assume toni ancora piu’ drammatici se prendiamo sul serio la pretesa risposta del Ministero che la resistenza sia tanto importante da non poter non essere trattata che all’interno della seconda guerra mondiale e che quindi non necessiti di una sezione propria. Questo è il preciso intento: ridurre la resistenza a qualcosa di marginale, di non fondamentale, di prescindibile.

Con l’avvicinarsi del 25 Aprile la celebrazione della Liberazione assume un significato che non può piu’ essere semplicemente quello di celebrazione della vittoria della resistenza partigiana sui fascisti di ieri, ma deve necessariamente impostarsi come riflessione e mobilitazione contro i rigurgiti fascisti di oggi:

contro le aggressioni squadriste a studenti da parte di forze fasciste organizzate, come avvenuto a Tor Vergata poche settimane fa,

contro le aggressioni ai lavoratori, come avvenuto all’Eutelia ormai diversi mesi fa, quando i lavoratori vennero aggrediti nel pieno della notte da un dirigente fiancheggiato dai suoi sgherri “vigilantes”,

contro gli arresti degli antifascisti, colpevoli solamente di essere tali, come avvenuto in toscana lo scorso autunno e dei cui relativi processi iniziano ad arrivare adesso le prime condanne,

contro ogni revisionismo storico, contro ogni tentativo di screditare la resistenza partigiana e di riabilitare i repubblichini e i fascisti d’ogni epoca.

La sezione pisana del Partito Comunista dei Lavoratori, da sempre antifascista, si schiererà senza posa a fianco di tutte le altre forze antifasciste ed invita gli studenti a non lasciar passare sottovoce il germe del revisionismo e della cancellazione della memoria storica dell’antifascismo.

Se il ministero vuole cancellare la resistenza dai libri di scuola, siate voi stessi a chiedere ai docenti di continuare ad insegnarla o ad autogestire aule per la discussione dell’antifascismo!

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