lunedì, luglio 05, 2010

Il Partito Comunista dei Lavoratori a fianco del Progetto Rebeldia

Il Progetto Rebeldía è uno dei pochissimi luoghi che offrano spazio a
quei cittadini, giovani e meno giovani, che vogliano impegnarsi di
persona nelle piú varie attività di interesse sociale e culturale, è un
luogo di aggregazione per i giovani e di integrazione per gli immigrati.
L'importanza di questo progetto è stata implicitamente riconosciuta con
la concessione da parte del Comune di Pisa, nel 2006, dell'uso dei
locali di via Battisti fino a che non si trovi una sistemazione piú adeguata.

Col progetto di creare nell'area un nodo dei trasporti, si è aperta una
lunga fase di trattative in cui Rebeldía ha avanzato varie proposte da
discutere con l'Amministrazione comunale ed altri enti, ma da un anno il
dialogo si è interrotto, non certo per colpa del Rebeldía che ha
inutilmente sollecitato la ripresa degli incontri tecnici.  Alla chiusura
da parte delle istituzioni si aggiungono una campagna di diffamazione e
disinformazione ed il penoso episodio dello spionaggio a mezzo di
telecamere.

In queso quadro, l'intervento dell'Assessore Maria Paola Ciccone
pubblicato sulla stampa e sul sito web del Comune, col suo linguaggio
allusivo e insultante, manifesta la volontà politica di normalizzare
questa importante esperienza di gestione autonoma della cultura e della
vita associativa, smembrando il Progetto Rebeldía in nome di una politica
di gestione del territorio cui non sono estranei consistenti interessi
economici.

Il Partito Comunista dei Lavoratori condanna l'attacco al Rebeldía mosso dal
Comune di Pisa e da altri enti (in particolare dal CPT), e dichiara la
sua solidarietà a chi da anni si batte contro lo svuotamento sociale e
culturale di questa città, difendendo il diritto dei cittadini ad uno
spazio di incontro e di impegno aperto ed autonomo rispetto alla politica
istituzionale ed ai poteri economici.

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