giovedì, maggio 06, 2010

La privatizzazione dell'acqua

La privatizzazione dell'acqua è probabilmente l'ultimo e più micidiale tentativo di un capitalismo moribondo, di risolvere le sue insanabili contraddizioni non solo attraverso il saccheggio dello stato sociale, ma anche dei beni più naturali dell'umanità, come l'acqua ed i prodotti spontanei della terra , fin dalla preistoria. Dopo, potrebbe rimanergli solo la privatizzazione dell'aria, già ben avviata con le 'riserve' dei paradisi tropicali (e fiscali) dei grandi capitalisti, in fuga dalla mefitica aria avvelenata delle metropoli industriali dove vive la maggioranza dei lavoratori.

Da Reagan alla Tatcher, da Tony Blair ad Amato-Prodi-Berlusconi, destra e 'sinistra' hanno fatto a gara a chi più tagliava gli "sprechi e l'inefficienza dello stato". Ne hanno fatto le spese la sanità, l'istruzione, i trasporti pubblici e tutti i servizi statali ad eccezione, ovviamente, della difesa; qui, invece, gli investimenti son stati abbondanti e progressivamente maggiori di anno in anno ma, si sa, noi abbiamo un assoluto bisogno di nuove portaerei e di F-35 per difenderci dai cattivissimi talebani di Bin Laden, e domani dei marziani.

Queste solenni panzane non sono state ovunque accettate, ed in particolare in Bolivia hanno scatenato rivolte trasformatesi poi in rivoluzione: nel 2000 infatti a Cochabamba, dopo aver assaporato gli effetti della privatizzazione dell'acqua ' made in USA' (la californiana 'Bechtel' di Bush & soci) la popolazione è scesa in piazza e, dopo settimane di scontri con morti e feriti, ha cacciato il governo fantoccio filo yankee. Successivamente Evo Morales ha finalmente nazionalizzato acqua e gas.

E nella vecchia Europa? Praticamente tutti i grandi nomi della cultura e della scienza, premi Nobel e sacerdoti di base, si sono pronunciati e sono scesi in piazza contro la privatizzazione dell'acqua: il Comune di Parigi si è riappropiato della distribuzione dell'acqua, vincendo sui voraci interessi di Suez, Veolia, Vivendi, Ondeo, Danone etc.; nel nord del Bel Paese persino la Lega sembra rivendicare la proprietà pubblica dell'acqua, naturalmente lo stanno facendo molti comuni in tutta la penisola, partiti del 'centro-sinistra' e persino i 'fascisti del III millennio' di Casa Pound. Tutto questo però non ci garantisce che il referendum che si sta preparando dia i risultati che auspichiamo: la cricca mafioso-liberal-mediatica che ci governa ha, anche recentemente dimostrato di possedere mezzi di persuasione straordinari, mentre l'opposizione, come sempre, vagisce; gli italiani d'altronde, negli ultimi tempi hanno dimostrato scarsa propensione verso lo strumento referendario.

Solo una grande mobilitazione popolare che superi i recinti e gli interessi dei singoli partiti potrà battere gli interessi dei grandi predatori delle nostre risorse. Per questo il nostro partito sta lavorando assieme ai comitati a salvaguardia dell'acqua pubblica nati su tutto il territorio nazionale, e si impegna a costituirne di nuovi laddove non ne esistano.

Gridiamo a questi squali che ci rubano le nostre risorse ed al governo che li protegge, che l'acqua, com' è sempre stato, è di tutti e non una merce.

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