sabato, aprile 10, 2010

CHE COS’E’ IL COLLEGATO LAVORO?


Il disegno di legge 1167-b/Senato, cosiddetto Collegato Lavoro, è stato rinviato da Napolitano alle camere, ma i lavoratori non si illudano, le modifiche con cui sarà ripresentato alla firma obbligatoria del Presidente della Repubblica saranno esclusivamente di forma e certamente non di sostanza.


Ma qual’è la sostanza del Collegato lavoro?


Si tratta di una legge che annienta definitivamente quei diritti dei lavoratori che sono sopravvissuti agli scempi del Pacchetto Treu e della Legge 30.
Nella sua versione respinta da Napolitano, il Collegato Lavoro introduce, al momento della stipula del contratto la possibilità di avvalersi di un arbitro in sostituzione del giudice del tribunale (articoli 30, 31, 32). Sacconi si è affrettato a sottolineare che la scelta dell’arbitrato è facoltativa, pretendendo che questo garantisca l’integrità dell’articolo 18.


DOVE STA LA TRUFFA?






Il lavoratore ottiene una finta libertà (quella di scegliere tra arbitro e giudice) e finisce tra gli artigli di un vergognoso ricatto. Il lavoratore singolo è in una indubbia situazione di debolezza nei confronti del datore del lavoro e la sua scelta sarà tutt’altro che libera. Al momento di firmare un contratto individuale di assunzione la forza di contrattazione che il lavoratore può esercitare è insignificante e se non vorrà essere messo alla porta prima dovrà cedere al ricatto ed accettare l’arbitrato. Stessa sorte capiterà a chi già è assunto e non ha alcuna intenzione di finire tra gli “indesiderati”, col rischio di essere licenziato alla prima occasione.

LO SCOPO E' ELUDERE I CONTRATTI COLLETTIVI E METTERE IL LAVORATORE
NUDO E DISARMATO DI FRONTE AL DATORE DI LAVORO







Gli emendamenti approvati dal parlamento non cambiano la sostanza della legge: all’arbitrato viene sottratto il contenzioso sul licenziamento, ma l’impianto rimane integro. La clausula compromissoria viene posticipata ed la sua sottoscrizione non avviene piu’ al momento della firma del contratto, ma alla fine del periodo di prova o se questo non fosse previsto, dopo il primo mese di assunzione. E’ evidente che la posticipazione, invece della cancellazione, di uno strumento che serve esclusivamente a rendere ancora piu’ deboli ed esposti i lavoratori è solo un trucco per mantenere per intero la struttura dell’arbitrato e magari riproporre la possibilità dell’arbitrato anche per i licenziamenti quando le acque si saranno calmate.






DA DESTRA A SINISTRA, DA LEGA A PD, IL FRONTE POLITICO ISTITUZIONALE E’ ORMAI ASSERVITO AI VOLERI DI CONFINDUSTRIA E MIRA ALL’OBBIETTIVO DI ISOLARE I LAVORATORI, LASCIANDOLI SOLI DI FRONTE AL PADRONE.





In un panorama in cui anche i sindacati non offrono una vera difesa ai lavoratori (CISL, UIL E UGL hanno accettato il collegato lavoro senza sollevare praticamente alcuna questione di merito, la CGIL riesce appena a portare le sue obiezioni, stando attenta a non alzare troppo la voce) l’unica possibilità per i lavoratori è quella di far fronte comune.

La sezione di Pisa del Partito comunista dei Lavoratori invita tutti i lavoratori a costituirsi in comitati di lotta per il diritto al lavoro.
SOLO UNITI I LAVORATORI POSSONO RESISTERE ALLE POLITICHE CONFINDUSTRIALI DETTATE DA PADRONI E POTENTI.

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